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E la giunta del sindaco uscente Benini si sfascia a poche settimane dalle elezioni

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Il disastro è compiuto. Dopo cinque anni inconcludenti, anzi, dannosi per Follonica – in una parola: fallimentari – la giunta di centrosinistra del sindaco uscente Andrea Benini si sfascia a poche settimane dalle elezioni amministrative. Le dimissioni rassegnate dall'assessore al Bilancio, Alberto Aloisi, subito dopo l'approvazione in Consiglio comunale della manovra tributaria 2019 rappresentano il degno epilogo per un esecutivo frenato da divisioni interne e dalla mancanza di una guida forte e sicura, oltre che – in gran parte – dall'assenza di una qualsivoglia strategia di crescita per la nostra città. E i follonichesi non sono certo così sprovveduti da credere che i microcantieri pre-elettorali che ogni giorno spuntano nei quartieri bastino a sopperire a un'inerzia durata anni. Ovviamente le dimissioni di Aloisi non rappresentano una sorpresa per nessuno, visto che la forza politica di cui l'ormai ex assessore è espressione, il Partito socialista, nei giorni scorsi ha ufficializzato di voler intraprendere un nuovo percorso, ma sono sintomatiche del pessimo clima che nel tempo il sindaco uscente Benini ha creato all'interno della sua giunta. E se alla rottura con il Partito socialista si aggiungono le tante critiche sferrate all'amministrazione comunale nel corso del mandato da un'altra forza di maggioranza, cioè la lista civica Gente di Follonica, non si può che arrivare alla conclusione che Benini in cinque anni non ha trovato il sostegno neppure di chi ha governato con lui. Premessa che dovrebbe convincere chiunque a non ripresentarsi per altri cinque anni da sindaco. Io propongo ai follonichesi un'amministrazione nuova, forte, compatta e coesa, sostenuta – oltre che dalla mia lista civica – da tutte le forze politiche di centrodestra. Per cambiare Follonica, finalmente.