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Benini lascia una città con lo strumento urbanistico in scadenza: sviluppo bloccato

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La lista Andrea Benini sindaco accusa il centrodestra di aver presentato un programma di governo che non offre prospettive alla città. Evidentemente hanno letto un altro programma: le nostre idee sono concrete, sostenibili e realizzabili, strumenti di crescita per Follonica che tengono sempre in primo piano il lavoro e il sociale. E questo è scritto chiaramente nero su bianco. Piuttosto, a proposito di prospettive, che ne pensano i candidati della Lista Benini del fatto che Follonica si ritroverà presto senza uno strumento urbanistico per governare lo sviluppo del territorio? La giunta uscente lascia la città con il Piano strutturale in scadenza. Uno scenario da incubo? Al contrario: è la cruda realtà con la quale tutti i cittadini si ritroveranno a fare i conti, a causa della mancanza di programmazione e di strategia dell'amministrazione comunale uscente di centrosinistra guidata dal sindaco Andrea Benini, anche assessore all'Urbanistica. A novembre 2019, infatti, scade il Piano strutturale attualmente in atto ed entreranno in vigore le norme di salvaguardia (o norme di restrizione). Com'è stato possibile arrivare ad una situazione del genere? Com'è stato possibile non pensarci per tempo? È vero che il Comune di Follonica qualche settimana fa ha convocato e tenuto il primo incontro pubblico sull’avvio del procedimento per l’adeguamento del Piano strutturale e la formazione del Piano operativo comunale, un appuntamento che si proponeva di informare tutti i soggetti interessati alla formazione degli atti di governo del territorio. Ma è altrettanto vero che l'avvio del procedimento è uno strumento complesso che necessita di un'approvazione in Consiglio comunale: approvazione che non c'è stata e – a questo punto – non ci sarà, viste le scadenze del mandato. L'ultimo Consiglio comunale della legislatura è convocato per mercoledì 15 maggio e all'ordine del giorno c'è un solo punto dedicato al bilancio consuntivo. E considerando pure il fatto che il dirigente all'Urbanistica decadrà con la carica del sindaco, non ci vuole troppa immaginazione per capire che il nostro Comune si avvia alla scadenza del Piano senza aver neppure cominciato a rinnovarlo. Una nota triste: sarebbe la prima volta nella storia, da quando Follonica è Comune, con la città priva di uno strumento urbanistico vigente. E allora, che cosa ci aspetterebbe da novembre con le norme di salvaguardia? Solo manutenzione ordinaria e straordinaria, niente più concessioni edilizie né opere strategiche di espansione, al massimo piccoli ampliamenti o il completamento delle lottizzazioni già autorizzate. Insomma, il crollo dell'edilizia e il blocco di Follonica, la fine delle speranze per le famiglie che vogliono costruire la propria casa. E non solo: niente concessioni edilizie significa, per il Comune, anche niente introiti da oneri di urbanizzazione. È un danno che farà sentire le proprie conseguenze per anni: quelli – almeno tre o quattro – necessari all'iter per tornare ad avere uno strumento urbanistico vigente. Ma con una programmazione e visione strategiche, dirigenti capaci e una struttura politica seria potremo far ripartire Follonica. È un compito del quale, con la fiducia dei follonichesi, si assumerà la responsabilità la mia nuova amministrazione comunale.