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Quando le pressioni superano la beneficenza!

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“L'acredine ideologica e la pressione strumentale non si ferma davanti a niente. Questa volta, purtroppo, è stata la beneficenza e la solidarietà a farne le spese. Voglio però rassicurare tutti che l'obiettivo di finanziare il progetto 'Adotta un bisogno' per sostenere economicamente una ragazza madre di due figli verrà comunque raggiunto”. Così il candidato sindaco Massimo Di Giacinto racconta come si è giunti all'annullamento della cena conviviale benefica che si sarebbe dovuta tenere nella sala parrocchiale della Chiesa di San Paolo della Croce. “Nei giorni scorsi – afferma Di Giacinto- abbiamo chiesto ed ottenuto la sala parrocchiale per organizzare una cena e versare l'intero ricavato a sostegno del progetto 'Adotta un bisogno'. Si sarebbe trattato di un incontro conviviale, senza materiale di propaganda politica, il cui scopo era quello di raccogliere una cifra congrua rispetto al bisogno e dove io mi sarei limitato a servire ai tavoli. Alle signore presenti sarebbe stata regalata una pergamena con su scritta una poesia di Madre Teresa di Calcutta, così da dare una forma consona alle celebrazione della festa della donna”. Tutto a posto dunque, fino a che la notizia si diffonde. “A quel punto il parroco Don Gregorio ha cominciato a dare segni di insofferenza, per poi accampare scuse: prima l'indisponibilità del personale in cucina (che poi abbiamo trovato noi) poi della Scia (che abbiamo richiesto ed ottenuto) fino a che, trovandosi in difficoltà per le pressioni ricevute, ha deciso di convocare in ultima istanza il consiglio pastorale che si è pronunciato per il niet'. A quel punto Di Giacinto ed il suo staff si sono messi in moto ugualmente. “Avevamo individuato un'altra location, ma il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ha annullato tutto”. Non è finita qui, però. “Nonostante la diversa location – afferma Di Giacinto- avevamo chiesto all'associazione che avrebbe ottenuto i soldi di partecipare come invitata, anche solo per ritirare il ricavato al termine della cena. Nessun volontario, però, sarebbe venuto adducendo varie scuse, ma lasciando comprendere di aver subito pressioni per non farlo. Il clima pesante che si respira a Follonica, come da me denunciato da diversi giorni, è diventato intollerabile, indegno di una città che si ispira ai più alti valori democratici, di convivenza civile, di tolleranza e di solidarietà. Arrivare a richiedere perfino l'annullamento di una cena di beneficienza esprime l'esatta misura del livello di livore raggiunto, della piccineria e dello spessore umano di certe persone. Fino a quale livello di bassezza certa gente può arrivare?” Di Giacinto non ha comunque rinunciato al suo scopo. “Mi sono confrontato con tutti coloro che si erano prenotati per la cena ed avevano pagato 20 euro – afferma- ed abbiamo deciso, di fronte a quanto successo, che la beneficenza e la solidarietà devono andare avanti. L'intera cifra, assieme alle quote di chi non ha avuto modo di versare anticipatamente, sarà comunque devoluta al progetto. Anche altre persone hanno chiesto di partecipare con la donazione, dunque, abbiamo deciso che chiunque decidesse di dare il proprio contributo, nonostante che l'emergenza del Coronavirus abbia fatto saltare la cena, di poterlo fare”. Per aderire all'iniziativa benefica si potrà contattare il numero 3203185746.