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'Bene la stretta, ma avrei tenuto aperti i negozi di generi alimentari la domenica'

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“Poteva essere data una stretta ancora maggiore?”. E' la domanda che il candidato sindaco di Follonica Massimo Di Giacinto, in questi giorni in cui – come gran parte degli italiani- resta in casa, e viene spinto anche ad una riflessione di questo drammatico momento legato all'emergenza Coronavirus. “In queste ore – sostiene Di Giacinto- ho letto il nuovo Dpcm con il suo allegato, ma anche attentamente ascoltato le reazioni delle parti sociali che si dividono tra il desiderio di una stretta sempre maggiore e la necessità di mantenere comunque viva l'economia del Paese. Non voglio commentare i dati macroeconomici, ma rimanere a quelli che possono essere i servizi essenziali da erogare ai cittadini”. La riflessione di Di Giacinto parte dai supermercati e dalle aperture domenicali. “Credo che sarebbe opportuno lasciare l'apertura domenicale, questo per ridurre i momenti di alta affluenza ed abbassare il rischio per i lavoratori, dotando questi ultimi dei più efficaci dispositivi di contenimento e protezione. Avere a disposizione un giorno in più per la distribuzione dei beni di prima necessità, garantirebbe inoltre una continuità nel servizio, ed eviterebbe di produrre un'errata percezione collettiva che potrebbe scatenare una insensata corsa agli approvvigionamenti”. Sulle Poste Di Giacinto non entra nella polemica sugli uffici aperti o chiusi o sugli orari. “In questo caso – afferma- mi domando se per evitare situazioni di rischio, oltre a predisporre dispositivi di protezione individuale idonei, non sia il caso di programmare il lavoro suddividendo le fasce di affluenza per tipologia di servizi, in modo da velocizzare ancora di più le attività e limitare al massimo la sosta delle persone nei locali. Sarebbe stato più facile decidere come molte banche, cioè di svolgere le attività su appuntamento, ma per il servizio offerto da Poste Italiane capisco che questo non sarebbe stato possibile. Da qui la necessità di razionalizzare al massimo il lavoro”. Sulle aziende Di Giacinto ritiene che si debba limitare il superfluo. “Tutto ciò che non è veramente necessario – sostiene- è bene che si fermi. Ormai anche chi non ha competenze mediche ha capito che l'unico modo per frenare la tendenza al contagio è evitare contatti tra la gente. Sarà il disagio da affrontare per un paio di settimane ancora, ma sono convinto che lo si sarebbe dovuto fare prima. Non è il tempo della polemica, ma di invitare tutti a restare in casa e ad uscire solo se veramente necessario”.